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Lavorare in più paesi

 Se ho lavorato in più paesi

In caso di attività lavorativa svolta in più Paesi si applicano le Convenzioni Internazionali in materia di sicurezza sociale che rappresentano una forma di tutela del cittadino emigrato. Infatti, gli accordi internazionali mirano a garantire ai lavoratori migranti la stessa tutela prevista dalle singole legislazioni nazionali per i soggetti che hanno sempre lavorato nello stesso Stato. Per realizzare questo obiettivo, ogni accordo è basato fondamentalmente su tre principi:

  • parità di trattamento: ogni Stato riserva ai cittadini dell'altro Stato contraente lo stesso trattamento, in termini di obblighi e diritti, riservato ai propri cittadini;
  • applicazione della legge vigente nel luogo in cui viene svolta l'attività lavorativa: a questo principio sono previste alcune eccezioni per evitare la doppia contribuzione (distacchi);
  • totalizzazione: sono previste regole di cumulo dei periodi assicurativi svolti negli Stati contraenti, per conseguire il diritto alle prestazioni.

Le convenzioni riguardano in genere:

  • prestazioni di invalidità
  • prestazioni di vecchiaia
  • prestazioni ai superstiti
  • prestazioni in caso di morte
  • prestazioni in caso di disoccupazione
  • prestazioni in caso di infortuni sul lavoro
  • prestazioni in caso di malattia Ø prestazioni per la maternità
  • prestazioni per i familiari

Nell'ambito dell'Unione Europea (UE)

La normativa comunitaria di sicurezza sociale è immediatamente e direttamente applicabile sul territorio dei Paesi che fanno parte dell'Unione Europea.

Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia(comprese Guadalupe, Guyana, Martinica e Reunion),Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, PaesiBassi, Portogallo, Regno Unito (Gran Bretagna eIrlanda del Nord), Spagna, Svezia, e, dal 1° maggio2004, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, RepubblicaCeca, Slovacchia, Slovenia, Malta, Cipro, Ungheria.

La stessa normativa si applica ai 3 Paesi che, pur non essendo membri dell'Unione Europea, hanno aderito all'Accordo sullo Spazio Economico Europeo:

  • Islanda
  • Norvegia
  • Liechtenstein 

Dal 1° giugno 2002 questa normativa è applicabile alla Confederazione Svizzera.

"In base ai regolamenti comunitari i lavoratori che hanno svolto la loro attività all'estero (e, nel caso specifico, in Italia) non subiscono danni rispetto a coloro che hanno lavorato solo nel proprio Paese"

Come si ottiene la pensione

In tutti i Paesi membri è prevista l'assicurazione contro la vecchiaia, l'invalidità e la morte. Ogni Paese liquida la pensione in base alla propria legislazione nazionale, applicando ai lavoratori migranti due criteri fondamentali:

  • la pensione viene calcolata sommando tutti i periodi di lavoro svolti dall'interessato nei Paesi membri (totalizzazione);
  •  l'importo della pensione è determinato in proporzione ai contributi versati in ogni singolo Paese che liquida la pensione, secondo il sistema del 'pro-rata'.

La domanda

La domanda di pensione deve essere presentata all'istituzione dello Stato in cui il lavoratore risiede, anche se l'interessato non ha mai lavorato nel Paese di residenza. L'istituzione del Paese di residenza si fa carico di segnalare all'Ente pensionistico degli altri Paesi membri la richiesta presentata dal lavoratore.

Principio di esportabilità

E' possibile ottenere il pagamento della pensione nel Paese di residenza, anche se è a carico di un altro Stato.

In ambito extra UE

L'Italia ha stipulato convenzioni bilaterali in materia di sicurezza sociale con vari Stati non comunitari da cui provengono flussi immigratori di lavoratori (stati con cui l'Italia ha stipulato Convenzioni bilaterali: Argentina, Australia, Bosnia-Erzegovina, Brasile, Canada-Quebec, Croazia, Jersey e Isole del Canale, Macedonia, Principato di Monaco, Repubblica di Capoverde, Repubblica di San Marino, Slovenia, Stati Uniti d'America, Tunisia, Turchia, Uruguay, Venezuela. Convenzioni con il Cile, le Filippine, il Marocco e la Repubblica Ceca sono state firmate, ma non ratificate. Accordi parziali riguardano Messico ed Israele). In base alle Convenzioni bilaterali due Stati si impegnano ad applicare, nei rispettivi territori, un Regime di Sicurezza Sociale nei confronti dei cittadini migranti dell'altro Stato al fine di garantire la libera circolazione di manodopera. I lavoratori interessati sono i lavoratori dipendenti privati e i lavoratori autonomi, che in Italia sono assicurati presso l'INPS. La maggior parte delle convenzioni bilaterali tutela i lavoratori che abbiano la cittadinanza di uno dei due Stati contraenti.

Come si ottiene la pensione

La materia principale delle convenzioni bilaterali è la tutela pensionistica per vecchiaia, invalidità e morte. Le convenzioni hanno fondamentale importanza se l'interessato non raggiunge i requisiti per ottenere una pensione autonoma in uno o in tutti gli Stati in cui ha lavorato, perché attraverso la totalizzazione dei periodi assicurativi è possibile sommare i vari 'spezzoni' di pensione. Ogni Stato liquida la pensione in base alle proprie leggi nazionali.

La domanda

La domanda di pensione può essere presentata all'istituzione dello Stato in cui il lavoratore risiede, oppure in quello in cui ha lavorato. L'istituzione del Paese (di residenza o di lavoro) in cui è presentata la domanda si fa carico di segnalare all'Ente pensionistico dell'altro Paese la richiesta presentata dal lavoratore. Il modulo di domanda è bilingue.

(a cura monitoraggio flussi migratori della Direzione INPS Roma)

 

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